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Pugni a fin di bene

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Pugni a fin di bene

9 Dicembre 20169 Dicembre 2016by MIMin Approfondimenti

Pugni a fin di bene

A dispetto delle apparenze, il Tai Chi è un’arte marziale anche se, per le sue evidenti caratteristiche di grazia e armonia, in cinese è battezzata “pugilato dei pugni di cotone”. In effetti l’attenzione è centrata sulla respirazione diaframmatica, sull’equilibrio e sulla plasticità delle posizioni. Così assistere a un lu di Tai Chi, cioè a una raccolta di posizioni e tecniche conchiusa, analoga al kata delle arti marziali giapponesi, richiama alla mente più la ginnastica artistica che il combattimento. Questione di situazioni: basta accelerare i movimenti e l’effetto cambia…
Di fatto in Cina è l’equivalente del jogging quanto a pratica fisica diffusa e spesso ne sono stati proposti i benefici effetti sulla salute. Una recente review degli Archives of Internal Medicine conferma per quanto possibile la tradizione, soprattutto in età avanzata. In effetti i benefici ci sono, malgrado sia difficile spiegare fino a che punto e in base a quali meccanismi a causa della relativa scarsità degli studi condotti in modo rigoroso. I punti di forza dell’arte marziale sono da sempre il potenziamento dell’equilibrio, la stabilità posturale, ma anche la fitness cardiorespiratoria e la mobilità delle articolazioni. Tutti aspetti sempre importanti particolarmente quando, come nella terza età, sopravvengono condizioni croniche che possono ridurre la prestazione. Le esperienze condotte su persone affette da patologie articolari (artrite reumatoide, per esempio) hanno dimostrato un guadagno in termini di mobilità, ma anche l’aumento della forza espressa da alcuni muscoli chiave come l’estensore del ginocchio. Infine, per l’aspetto più importante nella terza età, vale a dire la prevenzione delle cadute, questa disciplina sembra effettivamente contribuire a una diminuzione del rischio.
La pressione cala

L’ipertensione è una condizione molto diffusa, nella quale è noto che l’attività fisica ha un effetto benefico. Gli studi condotti hanno dimostrato una sostanziale equivalenza della riduzione dei valori pressori ottenibile con l’aerobica e con il Tai Chi, anche nell’arco di poche settimane si ha una diminuzione della pressione di circa 77 mm/hg per la sistolica e di 2-3 mm/hg per la diastolica. Se si tiene presente che l’attività aerobica può essere eccessivamente impegnativa per molti, poter contare sul Tai Chi è interessante. Sulla funzionalità cardiorespiratoria, si devono distinguere due aspetti. Chi pratica l’arte marziale a lungo, malgrado la sua natura di disciplina soft, mantiene più a lungo le sue capacità respiratorie e cardiache. In alcuni test, inoltre, si è dimostrato che chi pratica il Tai Chi riesce a ottenere gli stessi risultati in termini di prestazione (sequenze calci e di pugni) del più muscolare Win Chung (una delle molte scuole del Kung Fu), ma con un ritmo respiratorio e cardiaco più bassi, segno di una più efficiente tecnica di respirazione. Questo però significa che il Tai Chi, non impegnando a valori massimali, non è utile per migliorare la fitness cardiovascolare, ma solo a mantenerla.

Lo spirito sale

Gli effetti psicologici del Tai Chi sono stati valutati sia negli adulti sia nei bambini in età scolare. Nei più giovani si è vista aumentare la percezione della propria efficacia, così come è migliorata l’integrazione viso-motoria, cioè quell’insieme di abilità che grossolanamente possono passare sotto il termine di coordinazione. Negli adulti si è riscontrato che c’è una generale miglioramento del tono dell’umore e una diminuzione degli indici di stress e ansia. C’è anche stato uno studio condotto su anziani colpiti da demenza vascolare e da Alzheimer, che avrebbe rilevato un miglioramento in alcuni aspetti cognitivi. Però va precisato che il campione indagato era piccolo e che, a detta degli autori della review, lo studio presenta parecchie manchevolezze metodologiche.
In linea generale, chiude l’articolo degli Archives, ci sono elementi sufficienti a raccomandare, soprattutto in chi sportivo non è mai stato, la pratica di questo pugilato armonioso. Peccato che ancora non siano stati condotti studi sufficientemente grandi e controllati da poter delineare un effetto dose-risposta, cioè sapere quanta pratica è necessaria per ottenere quale beneficio.
Davide Minzoni


Fonte
Wang C et al.The Effect of Tai Chi on Health Outcomes in Patients With Chronic ConditionsArch Intern Med. 2004;164:493-501

00Niente cadute col Tai ChiPiù mobili con il Tai Chi

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